Border Collie

Cane bellissimo e intelligentissimo oppure un pastore sempre pronto e scattante al nostro fianco?

Ed eccoci così arrivati al terzo e ultimo capitolo del nostro articolo sui Cani da Pastore.

Approfondiamo ora l’argomento sui cani da Pastore da Conduzione, descrivendo il Conduttore più famoso e diffuso nelle nostre case: Il Border Collie.

“Ma quale? Quel cane bellissimo, bianco e nero della pubblicità? Il cane più intelligente del mondo?”.

Proprio lui. O meglio… proprio lui, per come viene descritto frequentemente dall’immaginario comune.

Attenzione, però! Prima di dare certe definizioni standardizzate, conosciamolo meglio!

Un po' di storia del Border Collie

Anche se la razza che conosciamo oggi è stata riconosciuta solo recentemente, si tratta di un cane dalle origini molto antiche. La sua patria di origine è la Scozia, dove già nel diciassettesimo secolo era chiamata con il nome attuale: Border (confine) indica una zona al confine tra scozia e Inghilterra; Collie sembra possa derivare da una parola celtica che significa “utile”, oppure potrebbe derivare da coleius che significa “fedele” in gallese, oppure, come terza ipotesi, potrebbe derivare da cooley, tipica pecora inglese dal muso nero. I vecchi pastori inglesi li chiamavano semplicemente working shipdogs, ovvero “cani da pecora”, oppure Collies.

I primi ad allevarli furono i Celti, i quali vivevano di agricoltura e pastorizia e si servivano molto della collaborazione dei cani. Già allora questi cani, antenati dell’attuale Border, venivano descritti come “grandi e tricolori cani da pastore”; subirono poi le influenze dei cani importati con le invasioni da parte dei Romani e dei Vichinghi, i quali avevano principalmente cani di tipo Spitz.

Ambiente e morfologia del Border Collie

Quattrocento anni fa, nelle isole britanniche, il lupo era ormai scomparso per cui i pastori non avevano la necessità di proteggere le greggi dai predatori ma quella di spostarle per grandi distanze, con terreni difficili e condizioni climatiche spesso avverse.

Avevano quindi bisogno di cani che avessero grande resistenza fisica, voglia di lavorare e collaborare con l’uomo ma anche sufficientemente autonomi e intelligenti da poter prendere decisioni che mettessero le greggi in salvo in caso di necessità.

I vari incroci effettuati per generazioni avevano questo scopo: non sono mai stati selezionati per il loro aspetto.

Anche nello standard attuale ci sono pochi accenni a parametri fisici specifici: ciò che conta sono le attitudini al lavoro e le doti caratteriali.

Anche l’ambiente ne plasma l’aspetto, sono quasi tutti diversi a seconda del tipo di territorio in cui devono condurre le pecore: se impervio e roccioso sono più forti e massicci, se ricco di ampi spazi pianeggianti e praterie, più leggeri e scattanti.

Conta anche la tipologia di pecore che devono condurre: se veloci e leggere, deve essere veloce e leggero il Border che le conduce, in modo da poterle raggiungere correndo, senza stancarsi; se testarde e forti, in un terreno impervio e pericoloso, ricco di rocce e dirupi, anche il Border dovrà essere abbastanza robusto, forte e scaltro per toglierle dai pericoli.

Essendo, inoltre, come si suol dire, la “mano del pastore sul gregge”, a plasmarne l’aspetto è anche il carattere del pastore, che li seleziona e li alleva a seconda di come vuole che siano caratterialmente:

se burbero e scontroso avrà bisogno di cani dal carattere solido e duro, se più mite sceglierà cani dal carattere più sensibile, docile e gentile.

Cane e pastore conduttore devono, infatti, lavorare gomito a gomito e capirsi molto bene a vicenda: il pastore comunica costantemente con loro anche a distanza, attraverso fischi e suoni che hanno ognuno un diverso significato, tant’è che si dice abbiamo “un occhio al gregge e un orecchio al pastore”.

Anche i colori del mantello e la tipologia di mantello, corto o lungo, lanoso o più ispido possono essere molto variabili, a seconda alle condizioni climatiche e di terreno della zona in cui sono allevati e della preferenza del pastore/allevatore.

Ciò che li accomuna, però è sicuramente il particolare istinto predatorio, la voglia di lavorare e di collaborare con l’uomo e la grande sensibilità nel comprendere come muoversi per far muovere e far allontanare il gregge da potenziali pericoli.

Il Border Collie, pastore conduttore

Che i Border, da bravi pastori Conduttori, siano dei “predatori” lo si vede dal loro aspetto, così diverso dai pastori Guardiani: hanno aspetto lupino, forme spigolose, scattanti e leggere. Devono essere percepiti come “lupi” dalle pecore, usare lo sguardo per mettere loro abbastanza pressione per farle muovere ma non troppa da spaventarle, farle fuggire e metterle in pericolo; devono prevedere i loro spostamenti, radunandole e contenendole.

A questo scopo il loro pattern predatorio (sequenza predatoria di caccia) è bloccato: se, infatti, a livello innato, lo schema predatorio della specie cane prevederebbe le fasi di inseguimento, cattura, uccisione e consumazione della preda, in questi cani è interrotto prima della cattura e viene enfatizzata la fase dell’inseguimento. Li vedremo, quindi, fissare abbassati le pecore e muoversi lentamente verso di loro, come se stessero per avventarsi per catturarle, cosa che invece non faranno e non dovranno mai fare. Le pecore, sentendosi “predate” si spostano a seconda della pressione e della direzione che dà loro il cane con lo sguardo.

Border Collie in casa?

Scoprite ancora qualcosa su di lui

Sono grandi esperti di comunicazione e tendono a comunicare moltissimo con il proprietario attraverso sguardi e vocalizzi. Hanno sempre voglia di fare e di essere coinvolti in qualsiasi attività quotidiana. 

Allora possiamo davvero confermare il mito che sia un cane intelligentissimo e un perfetto cane da compagnia?

Un momento. Ci sono ancora un po’ di precisazioni fare.

Il cane che abbiamo finora descritto è l’antico cane da pastore inglese. Quello dall’aspetto rustico e gran lavoratore.

Il cane che siamo abituati a vedere nelle nostre città, bianco e nero, con le orecchie a punta, il mantello lungo e setoso e la folta coda, non rappresenta in realtà il vero “Border da lavoro”, il cosiddetto “Working Sheepdog” ma una versione molto attuale dell’antico cane, plasmato dalla moda e dalla predilezione di un aspetto fisico che lo rende un “bellissimo” cane e il “cane ideale”.

Ma attenzione! Dall’antico cane non differisce solo nell’aspetto: il nostro cane bianco e nero ha un carattere un po’ diverso.

La selezione recente dettata dalla “moda” gli ha fatto perdere la solidità caratteriale e le doti dell’antico cane. Non si può dire che non sia rimasto nulla, del pastore conduttore anzi… ha mantenuto uno piccato istinto predatorio, una grande energia e una gran voglia di fare e collaborare con il proprietario ma, rispetto al cane tipico inglese, ne è una versione più fragile, più emotiva e meno solida caratterialmente. 

Sono cani molto energici, questi “nuovi Border” e nell’immaginario comune si dice che basti farli correre molto e stancarli con la pallina, per farli “sfogare”. Attenzione, perché non è proprio così.

Con il fatto che sono molto sensibili ed emotivi, se la loro unica attività fisica e mentale si riduce a rincorrere una pallina, rischiamo di potenziare la sua emotività e portare alla deriva comportamentale, la cosiddetta “fissa da pallina”, il suo già molto spiccato istinto predatorio. Questo può portare molti problemi di convivenza e di benessere mentale del cane: il cane potrebbe iniziare a rincorrere e cercare di catturare tutto ciò che si muove, non saper gestire la sua emotività, diventare iperattivo e ipercinetico.

Può andare incontro a gravi stereotipie, come rincorrere le luci o seguire le ombre…

D’altro canto, è un cane che si annoia molto facilmente e se non ha nulla da fare si inventa lui cose molto fantasiose ma per noi particolamente spiacevoli: se lasciato molto solo, soffre la solitudine e può andare incontro a distruttività oppure a comportamenti autolesionistici.

Border Collie... intelligente e impegnativo

è sicuramente un cane molto intelligente ed energico: se lo vogliamo come nostro compagno di vita, dobbiamo sapere che la vita che si merita è quella di un proprietario molto energico e sportivo, che lo porti a fare lunghe passeggiate in montagna e nei boschi e che lo tenga impegnato mentalmente!

è un cane con cui ci si può divertire molto e che VUOLE divertirsi insieme a noi, nel rispetto della sua intelligenza e alta capacità di apprendimento. La pallina, non è l’accessorio per tenerlo a bada…!

Se invece vogliamo un cane da lavoro come quello dei pastori inglesi, facciamolo lavorare ma sul serio! 

Questo non significa che si debba per forza avere un gregge di pecore o vivere nelle campagne inglesi: basta portarlo con costanza a fare attività sportive e collaborative.